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Titoli di Stato tokenizzati: la crescita del mercato nel 2026

20/10/2026, 14:22

Titoli di Stato tokenizzati: la crescita del mercato nel 2026

Nel 2026 il mercato dei titoli di Stato statunitensi tokenizzati è passato da 8,9 a circa 14,9 miliardi di dollari. Ecco una panoramica dei principali emittenti, dei fattori di crescita, del sistema Pontes della BCE e dei rischi da conoscere.

Il mercato dei titoli di Stato statunitensi tokenizzati è passato da 8,9 miliardi di dollari all’inizio del 2026 a circa 14,9 miliardi a metà ottobre, dopo aver toccato un picco di circa 16 miliardi all’inizio di agosto.

Si tratta della categoria più ampia e matura di asset reali tokenizzati (RWA), che collega il mercato obbligazionario tradizionale all’infrastruttura blockchain.

In questo articolo spieghiamo cosa sono i titoli di Stato tokenizzati, chi guida il mercato, cosa ne alimenta la crescita e a quali rischi prestare attenzione.

Daremo uno sguardo anche all’Europa, dove a settembre la Banca centrale europea ha lanciato Pontes, un sistema per il regolamento degli asset tokenizzati in moneta di banca centrale.

Cosa sono i titoli di Stato tokenizzati?

Un titolo di Stato tokenizzato è un token digitale su blockchain che rappresenta una quota di un titolo di debito pubblico o di un fondo che investe in questi titoli.

In pratica si tratta per lo più di titoli del Tesoro statunitense a breve termine (T-bill) e dei fondi del mercato monetario che li detengono.

Il valore del token non dipende dalla domanda speculativa, ma dal rendimento dell’asset sottostante. Secondo i dati di RWA.xyz, a metà ottobre 2026 il rendimento annuo a 7 giorni (APY) di questi prodotti era di circa il 3,6%.

Rispetto alle obbligazioni tradizionali, la versione tokenizzata offre alcune differenze pratiche:

  • Regolamento più rapido: il trasferimento della proprietà può avvenire quasi in tempo reale, senza attese di diversi giorni.
  • Disponibilità 24/7: il token può essere trasferito anche al di fuori degli orari di negoziazione dei mercati tradizionali.
  • Programmabilità: il token può essere utilizzato negli smart contract, ad esempio come garanzia collaterale.
  • Proprietà frazionata: consente investimenti di importo inferiore rispetto a quelli tipici del mercato istituzionale.

I numeri: come è cresciuto il mercato nel 2026

Dall’inizio dell’anno il valore dei titoli di Stato statunitensi tokenizzati è cresciuto di circa il 67%. Il mercato ha superato per la prima volta la soglia dei 10 miliardi di dollari a febbraio e quella dei 15 miliardi a maggio.

Grafico: i titoli di Stato statunitensi tokenizzati sono cresciuti nel 2026 da 8,9 a 14,9 mld USD, con un picco di 16,2 mld ad agosto.
Titoli di Stato statunitensi tokenizzati: valore distribuito, mld USD

La crescita è stata più forte nei primi cinque mesi, mentre dopo il picco di agosto il mercato ha registrato una lieve contrazione. Per fare un confronto, all’inizio del 2025 il valore era inferiore a 4 miliardi di dollari.

I titoli del Tesoro tokenizzati restano il segmento più ampio del mercato RWA nel suo complesso, il cui valore distribuito (stablecoin escluse) ammontava a circa 39 miliardi di dollari all’inizio di ottobre 2026. Il numero di prodotti monitorati è salito a 117.

Chi guida il mercato?

Il mercato è concentrato intorno a pochi grandi emittenti, tra cui sia gestori patrimoniali tradizionali sia aziende crypto-native. A metà ottobre 2026, i principali prodotti erano:

La tabella mostra i principali prodotti del Tesoro tokenizzati a ottobre 2026.
Fonte: RWA.xyz

A metà ottobre, Ondo Finance ha annunciato che i suoi prodotti del Tesoro tokenizzati avevano superato complessivamente i 3 miliardi di dollari, con USDY che per la prima volta ha superato BUIDL di BlackRock.

Anche Franklin Templeton (fondi BENJI) è tra i leader: nel corso del 2026 i suoi asset tokenizzati in titoli del Tesoro sono raddoppiati, superando i 2,5 miliardi di dollari.

La concentrazione resta elevata. A maggio, i cinque prodotti più grandi detenevano circa il 71% del mercato, il che significa che un problema presso un singolo emittente potrebbe avere ripercussioni sull’intero settore.

Cosa alimenta la crescita?

La crescita delle obbligazioni tokenizzate è proseguita anche nel periodo in cui il mercato crypto più ampio era in calo, segno che gli investitori cercano una fonte di rendimento più stabile. Alcuni fattori spiccano in particolare.

L’ingresso degli istituzionali

La base di investitori si è ampliata dalle organizzazioni autonome decentralizzate (DAO) e dalle tesorerie crypto alle tesorerie aziendali, ai family office e alle piattaforme fintech. La posizione media supera ancora i 250.000 dollari per detentore, a conferma che si tratta principalmente di un mercato istituzionale.

Gestione della liquidità on-chain

Le aziende e i protocolli che detengono fondi in stablecoin possono spostare parte della loro liquidità in titoli del Tesoro tokenizzati e ottenere un rendimento senza uscire dall’ambiente blockchain.

Nuove infrastrutture di mercato

Negli Stati Uniti, la DTCC ha annunciato un servizio di tokenizzazione per ottobre 2026 con oltre 50 istituzioni partecipanti, mentre in primavera la SEC ha approvato le modifiche alle regole delle borse Nasdaq e NYSE che consentono la negoziazione di titoli tokenizzati.

Espansione su più blockchain

Oggi i prodotti sono disponibili su Ethereum, Solana, Stellar, Avalanche e altre reti, e il numero di detentori monitorati ha superato quota 86.000.

La prospettiva europea: Pontes e la BCE

Il 21 settembre 2026 la Banca centrale europea ha lanciato Pontes, un sistema dell’Eurosistema che collega le piattaforme DLT ai servizi TARGET. In questo modo, le transazioni all’ingrosso in asset tokenizzati possono essere regolate in moneta di banca centrale.

Ciò risolve uno dei principali problemi dei mercati tokenizzati: un’obbligazione può essere trasferita su blockchain, ma la parte in contante della transazione finora avveniva per lo più al di fuori di essa o tramite strumenti privati come le stablecoin. Pontes è destinato esclusivamente agli istituti finanziari regolamentati e sarà sviluppato in modo graduale, insieme all’iniziativa a lungo termine Appia. Si tratta di un’infrastruttura per il mercato all’ingrosso e non è direttamente accessibile agli investitori retail.

Lo stesso giorno, la BCE ha annunciato di essere al lavoro per investire una piccola parte dei propri fondi in titoli tokenizzati, con regolamento tramite Pontes. Il Comitato esecutivo della BCE stabilirà i dettagli e le tempistiche degli investimenti una volta completati i lavori preparatori. In precedenza, dal 30 marzo 2026, la BCE aveva inoltre reso possibile l’accettazione degli asset basati su DLT come garanzie idonee dell’Eurosistema.

Per il mercato europeo si tratta di un passo infrastrutturale importante, anche se di per sé non garantisce una rapida crescita delle emissioni né della liquidità.

Rischi e limiti

Nonostante la crescita, i titoli di Stato tokenizzati non sono privi di rischi. I principali limiti sono i seguenti:

  • Liquidità limitata sul mercato secondario: la maggior parte dei prodotti funziona secondo un modello di emissione e rimborso presso l’emittente, e gli scambi tra investitori restano scarsi.
  • Restrizioni al trasferimento: molti fondi sono accessibili solo a investitori qualificati o istituzionali e richiedono una verifica preventiva (KYC).
  • Concentrazione degli emittenti: un numero ridotto di prodotti detiene una quota consistente del mercato.
  • Rischi tecnologici e di custodia: vulnerabilità degli smart contract, attacchi informatici o errori nella custodia possono compromettere l’accesso agli asset.
  • Rischio di tasso d’interesse: il rendimento dipende dai tassi d’interesse; se questi scendono, scende anche il rendimento dei prodotti tokenizzati.

Va inoltre notato che, dopo il picco di agosto, il mercato ha registrato un lieve calo, da circa 16,2 a 14,9 miliardi di dollari, a dimostrazione del fatto che la crescita non è lineare.

Conclusione

Nel 2026 i titoli di Stato tokenizzati sono diventati la categoria più ampia di asset reali tokenizzati, con una crescita di circa il 67% dall’inizio dell’anno. A guidare la crescita sono i grandi gestori patrimoniali e gli investitori istituzionali, mentre nuove infrastrutture come il servizio di tokenizzazione della DTCC negli Stati Uniti e il sistema Pontes della BCE in Europa creano le condizioni per un’ulteriore espansione.

Allo stesso tempo, il mercato resta relativamente piccolo rispetto al mercato obbligazionario tradizionale, oltre che concentrato e con una liquidità limitata. Il prossimo periodo dirà se le nuove infrastrutture riusciranno ad attirare un maggior numero di emissioni, in particolare di titoli di Stato europei.

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Klara Šunjić

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